Obesità, Ipertensione, Apnee notturne: una triade pericolosa

Obesità, ipertensione, apnee notturne perché vanno controllate?

Nei pazienti con obesità viscerale cioè accumulo di grasso in addome e in mediastino sono frequenti i disturbi respiratori nel sonno. Il primo segnale  è il russamento intenso cui fa seguito, con l’aumento dell’obesità e il passare degli anni, l’apnea notturna. E’ importante non sottovalutare che alla sindrome delle apnee ostruttive è correlata anche l’ipertensione arteriosa sia sistemica sia polmonare. I pazienti possono manifestare disturbi di ossigenazione del miocardio. Restando desaturati in ossigeno a lungo durante la notte, manifestano crisi anginose o disturbi del ritmo cardiaco. In casi non frequenti si è verificata fibrillazione ventricolare con morte improvvisa nel sonno. Per questi motivi l’apnea notturna deve essere considerata come una complicanza estremamente importante dell’obesità di tipo viscerale.

L’accumulo di grasso crea tante conseguenze negative

Nel soggetto obeso è tipica la presenza di accumulo di tessuto adiposo e di grasso in addome, nel mediastino e nella gola. Durante il sonno la persona si distende sul letto, la massa adiposa addominale di grasso per gravità comprime i visceri sottostanti sollevando il diaframma. Questo riduce l’escursione respiratoria e limita la ventilazione polmonare. L’accumulo di grasso intorno alla faringe invece predispone invece all’occlusione degli spazi dove passa l’aria. Si spiega il russamento ed eventualmente l’apnea.

Per la triade pericolosa Obesità, Ipertensione, Apnee notturne cosa bisogna fare?

Per prima cosa bisogna fare ogni sforzo per dimagrire. Gli approcci sono molteplici: diete, farmaci, chirurgia.  Quando quei pazienti hanno un indice di massa corporea superiore a 36 il rischio per la salute è molto alto. Il trattamento dell’apnea in tali casi si affronta sempre in funzione della sua gravità. La terapia classica della sindrome delle apnee/ipopnee nel sonno nei grandi obesi è tipicamente quella non invasiva. Si utilizza la CPAP, cioè un erogatore di aria con pressione positiva continua. La CPAP impedisce l’occlusione delle vie aeree con meccanismo “pneumatico” e mantiene la pervietà delle vie aeree durante il sonno. Risolve l’ipossia e l’ipercapnia che si associano alle apnee, riduce fino alla scomparsa il russamento e consolida il sonno. Il paziente dimagrito già per non avere più tutto quel grasso di cui abbiamo parlato prima attorno al collo, mediastino, e addome migliora. In alcuni casi può non avere più le apnee notturne, altrimenti potranno essere trattate più facilmente con i protrusori mandibolari.

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Michela Meloni

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